Cosa mangiare a Ischia

La guida ai sapori, alle tradizioni e ai ricordi di un'isola

Se mi chiedessi cosa mangiare a Ischia, probabilmente non inizierei facendoti un elenco di piatti tipici.

La cucina dell'isola è difficile da raccontare in questo modo, perché nasce da due mondi che qui convivono da sempre: il mare e la terra. Ischia è un'isola, ma per molto tempo gran parte della sua cucina è nata nelle campagne, tra vigne, orti e piccoli appezzamenti coltivati dalle famiglie.

È per questo che il piatto simbolo dell'isola non è un piatto di pesce, ma il coniglio all'ischitana. E allo stesso tempo basta sedersi davanti al mare con uno spaghetto alle vongole o del pescato appena arrivato per capire l'altra metà della nostra cucina.

Ci sono poi cose ancora più semplici, che forse raccontano Ischia meglio di qualsiasi ricetta: un fico raccolto direttamente dall'albero, del prosciutto crudo, un pezzo di formaggio, il pane di boccia e un bicchiere di vino isolano. Oppure una Zingara mangiata ancora calda, o un cornetto ischitano preso al bar la mattina.

Sono sapori diversi, appartenenti a momenti diversi della giornata e dell'anno, ma hanno qualcosa in comune: raccontano il modo in cui quest'isola ha sempre mangiato.

In questa guida ho raccolto alcuni dei piatti e dei sapori che, secondo me, vale davvero la pena conoscere durante un soggiorno a Ischia. Per alcuni abbiamo creato anche degli approfondimenti, perché dietro una ricetta apparentemente semplice spesso c'è una storia molto più grande.

Se si parla di cosa mangiare a Ischia, prima o poi si arriva al coniglio all'ischitana. E può sembrare curioso che il piatto più rappresentativo di un'isola non venga dal mare, ma dalla terra. In realtà è proprio questo che racconta una parte importante della nostra storia.

Il coniglio è da sempre legato alle campagne ischitane e alla cucina delle famiglie. Ognuna ha la propria ricetta, le proprie abitudini e magari qualche piccolo segreto tramandato nel tempo. C'è chi mette più pomodoro, chi preferisce sentirlo appena e chi abbonda con le erbe aromatiche.

E poi c'è il sugo che rimane nel tegame, profumato di vino, aglio e coniglio, che sarebbe quasi un peccato lasciare lì. Tradizionalmente si usa per condire la pasta, spesso bucatini o penne, e così il pranzo comincia già con il sapore del coniglio prima ancora che il tegame arrivi a tavola. Ad accompagnarlo, per me, non possono mancare le patatine fritte, semplici e perfette da raccogliere insieme a un po' di quel sugo.

Dietro questa ricetta, però, c'è molto più di quello che arriva a tavola. C'è l'Ischia contadina, ci sono le vecchie fosse scavate nella terra per allevare i conigli e ci sono generazioni di famiglie che hanno continuato a prepararlo e a tramandarlo.

Per questo, se vuoi conoscere davvero la cucina dell'isola, io partirei proprio da qui.

👉 Scopri la storia del coniglio all'ischitana →

La bruschetta con i pomodori

E poi c'è la bruschetta, una di quelle cose talmente semplici che quasi ci dimentichiamo di considerarla un piatto. Ma quando arriva l'estate e i pomodori di Ischia sono maturi, basta davvero poco.

Pane tostato, pomodori tagliati a pezzi, aglio, olio extravergine, prezzemolo e sale. Io ci metto anche un po' di sedano tagliato piccolo, perché mi piace la freschezza e quella parte croccante che aggiunge al pomodoro.

È una di quelle preparazioni in cui non c'è molto da inventare: se il pane è buono, i pomodori hanno sapore e l'olio è quello giusto, hai già praticamente tutto quello che serve. E forse è proprio per questo che d'estate, soprattutto dopo una giornata di mare, una bruschetta fatta così riesce ancora ad essere una delle cose che mangio più volentieri.

Non sarà il piatto per cui qualcuno prende un traghetto per venire a Ischia, ma fa parte del nostro modo di mangiare, e in una guida che vuole raccontare davvero la cucina dell'isola secondo me non poteva mancare.

Fichi, prosciutto crudo e formaggio

Ci sono poi abbinamenti che non hanno bisogno di una vera ricetta. Alla fine dell'estate, quando le piante sono cariche di fichi maturi, una delle cose più semplici e buone è metterli a tavola insieme al prosciutto crudo, un pezzo di formaggio, il pane di boccia e un bicchiere di vino della casa.

È una cucina fatta più di prodotti che di preparazioni. E forse il bello è proprio questo: a Ischia capita ancora di fermarsi lungo una strada, trovare una pianta piena di fichi, raccoglierne uno maturo e mangiarlo direttamente. Il sapore è completamente diverso.

Per me è uno di quei piccoli modi di mangiare che raccontano bene l'estate sull'isola: niente di elaborato, soltanto prodotti semplici mangiati nel momento giusto.

👉 Leggi l'articolo completo: Fichi, prosciutto crudo e formaggio

La caponata ischitana

La caponata è uno di quei piatti che quasi nessun ischitano ti consiglierebbe se gli chiedessi cosa mangiare a Ischia. Non perché non sia importante, ma perché per noi è sempre stata una cosa normale, parte della quotidianità.

È una ricetta semplice, nata con quello che la terra offriva durante l'estate: pomodori maturi, pane, basilico, olio extravergine e pochi altri ingredienti. Ogni famiglia ha il proprio modo di prepararla e difficilmente ne troverai due identiche. C'è chi la preferisce più ricca, chi più essenziale, chi aggiunge qualche ingrediente e chi continua a farla esattamente come gliel'hanno insegnata i nonni.

Forse è proprio questo il suo fascino. La caponata non cerca di stupire nessuno, ma racconta un modo di vivere fatto di stagioni, prodotti dell'orto e cucina di casa. È uno di quei piatti che, mangiati sotto una pergola in una giornata d'estate, riescono a spiegare Ischia meglio di tante parole.

Presto le dedicheremo un approfondimento nella nostra Ischia Food Guide, perché dietro questa apparente semplicità c'è una storia che merita di essere raccontata.

Poi c'è la Zingara, e qui entriamo in qualcosa di molto più recente rispetto al coniglio o alla caponata, ma che nel giro di pochi decenni è diventato uno dei sapori più riconoscibili dell'isola.

A prima vista è semplicemente un panino: due grandi fette di pane croccante, prosciutto crudo, fiordilatte, pomodoro, maionese, insalata e un filo d'olio. Eppure chi è cresciuto a Ischia sa che la Zingara è molto più di questo. È quella che prendi quando hai fame dopo il mare, durante una serata con gli amici o quando vuoi mangiare qualcosa di veloce senza sederti necessariamente a tavola. Fa parte di quei sapori che finiscono per legarsi ai ricordi e ai momenti della vita sull'isola.

La cosa interessante è che non si tratta di una ricetta antica della tradizione contadina. La Zingara nasce a Ischia Ponte e, con il tempo, si diffonde praticamente in tutta l'isola, con piccole variazioni da un locale all'altro. Oggi la trovi quasi ovunque, ma per me conserva ancora quel carattere semplice e informale delle sue origini.

Se vieni a Ischia e non l'hai mai assaggiata, almeno una volta vale la pena farlo. Non perché sia un piatto elaborato, ma perché ormai è diventata, a modo suo, un piccolo pezzo della storia gastronomica contemporanea dell'isola.

👉 Scopri la storia della Zingara ischitana →

Il cornetto ischitano

Poi c'è il cornetto ischitano. E se passi qualche giorno sull'isola, prima o poi probabilmente lo incontrerai al bancone di un bar senza neanche sapere che qui il cornetto è un po' diverso da quello che trovi normalmente nel resto d'Italia.

È più ricco, più profumato, con un impasto che unisce la morbidezza della brioche alla sfoglia e che gli dà quella consistenza particolare che noi riconosciamo immediatamente. Lo trovi semplice, oppure farcito con crema, cioccolato, marmellata e tante altre varianti, ma per me il momento migliore per mangiarlo rimane quello più normale: la mattina, ancora caldo, insieme al primo caffè della giornata.

È curioso perché per chi è cresciuto qui non rappresenta necessariamente qualcosa di "tipico". È semplicemente il cornetto. Solo quando vai fuori dall'isola e ne mangi uno diverso ti rendi conto che quello a cui eri abituato aveva una sua identità.

Ed è anche questo, secondo me, il bello di raccontare cosa mangiare a Ischia: non ci sono soltanto i grandi piatti della tradizione. Ci sono anche sapori molto più quotidiani, quelli che accompagnano una colazione, una passeggiata o una mattina d'estate e che, senza quasi accorgertene, diventano parte dei ricordi dell'isola.

Presto racconteremo anche la storia del cornetto ischitano nella nostra Ischia Food Guide.

Il mare nella cucina ischitana

Se il coniglio racconta l'anima contadina di Ischia, c'è naturalmente un'altra parte della nostra cucina che nasce dal mare. Ed è quella che, soprattutto con lo sviluppo del turismo, ha contribuito a costruire l'immagine di Ischia come luogo dove sedersi a tavola davanti al Mediterraneo e mangiare pesce.

Ci sono piatti che per anni sono stati quasi inevitabili nei ristoranti dell'isola. Gli spaghetti alle vongole, innanzitutto, probabilmente uno dei piatti più semplici e allo stesso tempo più difficili da dimenticare quando sono fatti bene. Poi l'impepata di cozze, il sauté di cozze e vongole, i marinati, i gamberoni freschi e la frittura di paranza, quella fatta con piccoli pesci diversi che arrivavano dal pescato e che venivano semplicemente infarinati e fritti.

Sono preparazioni che non hanno bisogno di essere complicate. Anzi, la cucina di mare che ricordo io è proprio questa: pochi ingredienti, cotture semplici e soprattutto una materia prima che deve essere buona. Un piatto di spaghetti alle vongole, una frittura appena fatta, un bicchiere di vino bianco e il mare davanti erano già sufficienti per raccontare una parte dell'esperienza di una vacanza a Ischia.

Con il tempo la cucina dell'isola è cambiata, sono arrivate nuove tecniche, nuove influenze e un modo più contemporaneo di lavorare il pesce. Ma questi piatti sono rimasti e continuano a rappresentare quella cucina di mare semplice e mediterranea che ha accompagnato generazioni di ischitani e di persone che hanno scelto l'isola per le proprie vacanze.

Una nota di Gabbiyaah

Questa guida nasce dai ricordi di una vita trascorsa a Ischia. Dalle domeniche in famiglia, dalle estati infinite, dalle notti concluse con un cornetto ancora caldo, dai pranzi preparati da mia madre e da mia nonna, dai racconti ascoltati a tavola e dall'amore per un'isola che continuo a scoprire ogni giorno.

Non ho voluto scrivere la classica guida che ti dice semplicemente cosa ordinare. Ho cercato di raccontarti il motivo per cui certi piatti sono così importanti per noi, perché alcune ricette continuano a essere preparate nello stesso modo da generazioni e perché, a Ischia, il cibo è sempre stato molto più di quello che arriva nel piatto.

Spero che queste pagine ti abbiano fatto conoscere non solo i sapori dell'isola, ma anche il suo carattere. E se, durante il tuo viaggio, ti fermerai qualche minuto in più davanti a un tramonto, ti siederai a tavola senza fretta o ti lascerai consigliare un piatto del giorno invece di cercare quello più famoso, allora questa guida avrà raggiunto il suo scopo.

Ci vediamo a Ischia.

Gabbiyaah

Domande Frequenti

Qual è il miglior ristorante di Ischia?

Non esiste una risposta valida per tutti. Dipende dall'esperienza che desideri vivere. C'è chi cerca una terrazza affacciata sul mare per una cena romantica, chi vuole assaggiare il vero coniglio all'ischitana e chi preferisce un ristorante dove il protagonista sia il pescato del giorno. Il consiglio è scegliere il locale in base al momento che vuoi ricordare, non soltanto in base alle recensioni.

Dove mangiare il vero coniglio all'ischitana?

Il coniglio all'ischitana è uno dei simboli della cucina dell'isola. Lo trovi in molti ristoranti tradizionali, ma le versioni più autentiche sono spesso quelle preparate seguendo le ricette tramandate dalle famiglie ischitane, con una cottura lenta e pochi ingredienti capaci di esaltare il sapore della carne.

Dove mangiare pesce fresco a Ischia?

Se ami il pesce, scegli un ristorante che propone il pescato del giorno. A Ischia il menu cambia spesso in base a ciò che il mare offre e proprio questa stagionalità è uno degli aspetti più affascinanti della cucina locale.

Dove cenare con vista sul tramonto a Ischia?

La costa occidentale dell'isola regala i tramonti più spettacolari. Le zone di Forio, Citara e San Francesco sono tra le più apprezzate da chi desidera cenare guardando il sole scendere direttamente nel mare.

Quali sono i piatti tipici da assaggiare a Ischia?

Se è la tua prima visita, ti consiglio di partire da alcuni grandi classici della tradizione: il coniglio all'ischitana, gli spaghetti alle vongole, una frittura di paranza preparata con il pescato del giorno, la Zingara e il cornetto ischitano. Sono piatti diversi tra loro, ma raccontano perfettamente la storia e l'identità dell'isola.

Dove mangiare spendendo poco a Ischia?

Mangiare bene a Ischia non significa necessariamente spendere molto. Trattorie, piccoli ristoranti di famiglia, agriturismi e locali frequentati dagli abitanti dell'isola offrono spesso un ottimo rapporto qualità-prezzo, soprattutto scegliendo i piatti del giorno e i prodotti di stagione.

È necessario prenotare un ristorante a Ischia?

Durante l'alta stagione, soprattutto tra giugno e settembre, è consigliabile prenotare con qualche giorno di anticipo, in particolare se desideri un tavolo vista mare o vuoi cenare al tramonto.

Qual è il periodo migliore per vivere la cucina di Ischia?

Ogni stagione ha i suoi sapori, ma giugno e settembre rappresentano probabilmente il periodo ideale. L'isola è meno affollata rispetto ad agosto, il clima è piacevole e ristoranti, mercati e pescatori offrono ancora il meglio dei prodotti locali.

Qual è il consiglio che darebbe un ischitano a chi visita l'isola per la prima volta?

Non cercare semplicemente il ristorante con la valutazione più alta. Cerca il luogo che meglio si adatta al momento che vuoi vivere. A volte il ricordo più bello nasce da una cena semplice, condivisa con le persone giuste, davanti al mare.