Il cornetto ischitano: quando la colazione diventa una storia di Ischia

Se vuoi capire davvero una parte della vita di Ischia, prima o poi devi entrare in un bar quando è ancora notte e ordinare un cornetto.
Non necessariamente alle otto del mattino. Anzi, forse il momento più ischitano per mangiarlo è proprio quando la notte sta finendo.
Per me il primo ricordo del cornetto ischitano è legato ai bar affollati dopo essere usciti dalla discoteca. Era notte fonda, l'isola era ancora sveglia e i bar erano pieni di ragazzi che, prima di andare finalmente a dormire, si fermavano per quello che sembrava quasi un ultimo rito della serata: un cornetto pieno di Nutella e un bicchiere di latte freddo.
Una combinazione apparentemente semplice, ma perfetta. E soprattutto molto più impegnativa di una normale colazione: dopo un cornetto così, dormire fino a pranzo era quasi obbligatorio.
Perché il cornetto ischitano non è esattamente un croissant. La differenza si capisce soprattutto quando lo si mangia. Il croissant è fatto interamente di sfoglia, mentre il cornetto che troviamo abitualmente a Ischia ha una struttura diversa: è un incontro tra sfoglia e impasto, con una consistenza più importante, più piena. È più dolce, più morbido e cremoso, e quando è fatto bene non deve mai dare la sensazione di stare mangiando del semplice pane.
Ed è proprio questo uno dei suoi segreti.

Un buon cornetto deve essere ben sfogliato, ma allo stesso tempo deve avere un impasto riconoscibile. Deve essere fragrante senza diventare secco e, soprattutto, deve rimanere buono anche qualche ora dopo essere uscito dal forno. Non dovrebbe diventare duro e non dovrebbe perdere quella consistenza che lo rende piacevole da mangiare.
Il cornetto più rappresentativo della tradizione ischitana, almeno per come lo conosco io, è quello con crema chantilly e amarena, con una generosa spolverata di zucchero grosso sulla superficie. È una combinazione dolce, cremosa e abbastanza importante. Per questo faccio fatica a considerarlo semplicemente una colazione: per me il cornetto ischitano è prima di tutto un dolce.
Poi ci sono quelli alla Nutella, probabilmente tra i più amati, e naturalmente c'è anche la possibilità di mangiarlo vuoto, per chi preferisce qualcosa di meno impegnativo. Ma diciamolo chiaramente: leggero non è.
E forse è proprio questo il bello.
Se lo mangi alle otto del mattino, però, può tranquillamente accompagnarti fino all'ora di pranzo. È una colazione che sazia e che, soprattutto durante una vacanza, può diventare uno di quei piccoli piaceri che non hai nessuna voglia di saltare.

Dove provare un buon cornetto a Ischia
Non credo molto nelle classifiche dei "migliori cornetti di Ischia". Un'isola come questa è troppo varia e il gusto è troppo personale per stabilire quale sia il numero uno. Ci sono però alcuni posti che, per esperienza, vale la pena conoscere.
Quelli che abbiamo fotografato per questo articolo arrivano dal Forno Romeo di Lacco Ameno. È uno dei posti che personalmente preferisco quando voglio un cornetto ben sfogliato, con un impasto piacevole e, rispetto ad altri, abbastanza leggero. È proprio il tipo di cornetto che mi piace: ben fatto, senza risultare eccessivamente pesante.
Ma la scelta sull'isola è ampia.
A Ischia vale la pena provare anche quelli della Dolce Sosta: mangiato caldo, il cornetto può diventare davvero qualcosa di incredibile. A Forio ci sono poi quelli di Thomas, quelli del Bar Calise e quelli del Bar La Lucciola, dove, quando viene servito caldo e ben cotto, può regalare una soddisfazione difficile da spiegare a chi non lo ha mai provato.
C'è poi il Bar Vittoria, dove il cornetto è ben lievitato e viene realizzato da un maestro pasticciere che in passato è stato la mano principale del celebre Bar Calise di Ischia, storico punto d'incontro per gli isolani.
E poi c'è una categoria completamente diversa: il cornetto della notte.
Se siete a Forio e la serata è andata avanti fino a tardi, c'è un posto che merita una menzione particolare: Oro Fondente, in zona Scentone. La pasticceria apre anche fino a notte inoltrata proprio per accompagnare la vita notturna foriana. È uno di quei posti in cui il cornetto non è più semplicemente la colazione del giorno dopo: diventa parte della notte, della cosiddetta dolce vita foriana.
Ed è forse questo il modo migliore per capire il cornetto ischitano.
Non soltanto seduti a un tavolo alle otto del mattino, con il sole che sta iniziando a scaldare l'isola, ma anche alle tre di notte, quando i locali stanno chiudendo, le strade sono ancora piene e qualcuno entra in un bar con una sola idea in testa: "Uno alla Nutella, bello pieno."

Il cornetto fa parte della vita dell'isola
A pensarci bene, il cornetto racconta un'Ischia diversa da quella delle cartoline.
Non quella dei grandi alberghi, delle terrazze panoramiche o dei ristoranti sul mare, ma quella dei bar pieni, delle persone che si incontrano, delle notti d'estate che sembrano non finire mai e delle mattine in cui nessuno ha troppa fretta.
È un prodotto semplice, ma proprio per questo riesce a raccontare molto.
E forse la cosa più importante è non cercare di renderlo più elegante di quello che è. Il cornetto ischitano nasce per essere mangiato con le mani, per sporcarsi un po' di crema o Nutella, per lasciare qualche briciola sul tavolo e per essere accompagnato da un caffè, da un cappuccino o, perché no, da un bicchiere di latte freddo dopo una notte in discoteca.
Le fotografie che vedete in questo articolo sono state scattate da noi e mostrano proprio questo: la sfoglia, l'impasto, l'interno e quella consistenza che a parole è difficile raccontare.
Perché alla fine un cornetto bisogna mangiarlo.
E quando è fatto bene, lo capisci subito: non deve sembrare pane, non deve essere duro e non deve essere soltanto sfoglia. Deve avere il suo equilibrio. Deve essere fragrante fuori, morbido dentro e rimanere buono anche quando sono passate alcune ore dal forno.
Questo, per me, è il vero cornetto ischitano.
By Gabbiyaah
